Affordable Housing Act: la proposta UE per un quadro comune sulle politiche abitative

La Commissione europea ha presentato la proposta di Regolamento sull'edilizia abitativa a prezzi accessibili, pensata per sostenere gli Stati membri nell'affrontare la questione dell'accessibilità e della disponibilità di alloggi.

Mercoledì 9 ottobre 2026 la Commissione europea ha presentato l'atto legislativo sull'accessibilità degli alloggi (Affordable Housing Act), pensato per sostenere gli Stati membri e le città nell’affrontare i problemi di accessibilità economica e disponibilità degli alloggi nelle zone che devono far fronte alle maggiori pressioni abitative.

In alcune città, aree metropolitane, isole e destinazioni turistiche, una quota significativa di abitazioni non viene utilizzata come residenza principale, alimentando pressioni sia sui prezzi che sulla disponibilità di case. Ne risente soprattutto chi vorrebbe vivere dove lavora, ma anche i giovani, spesso costretti a rimandare l'uscita dalla casa dei genitori. Secondo l'ultimo Eurobarometro, infatti oltre il 50% degli abitanti delle città considera l'alloggio un problema immediato e urgente nel luogo in cui vive.

Alcuni Stati membri hanno già adottato misure per allentare le pressioni sul mercato della casa, scontrandosi però spesso con incertezze giuridiche sulla loro compatibilità con il diritto dell’UE. L’Affordable Housing Act interviene principalmente su questo punto: la proposta non armonizza le politiche abitative degli Stati membri né conferisce all'UE una nuova competenza in materia di diritto immobiliare o pianificazione urbana, la quale resta di competenza degli Stati membri e delle loro autorità nazionali, regionali e locali, ma mira ad offrire maggiore certezza giuridica e norme più chiare per far fronte alle pressioni in materia di alloggi, a vantaggio di delle autorità pubbliche, dei cittadini e delle imprese in tutta l'UE. 

In pratica, città e altre autorità pubbliche avranno a disposizione un quadro europeo comune per intervenire quando gli alloggi vengono sottratti all'uso residenziale a lungo termine, potendo adattare le misure alle esigenze e alle pressioni specifiche del proprio territorio. Per stabilire se un’area è “sotto stress abitativo”, gli amministratori dovranno verificare se: 

  • il rapporto prezzo medio di vendita è pari ad almeno otto anni di reddito disponibile pro capite;
  • il rapporto tra prezzi e redditi è aumentato negli ultimi dieci anni
  • senza l'intervento previsto, è improbabile che la situazione migliori nei tre anni successivi. 

Tra le misure che potranno essere adottate nelle aree così individuate figurano limitazioni agli affitti brevi, interventi sugli immobili usati per finalità diverse dalla residenza principale e misure per contrastare la prolungata inutilizzazione degli alloggi sfitti,  sempre nel rispetto dei principi di proporzionalità e non discriminazione. 

La proposta legislativa integra il regolamento UE sulle locazioni a breve termine, applicabile dal maggio 2026. Quest'ultimo migliora la registrazione, la raccolta e la condivisione dei dati sugli affitti brevi, mentre l'Affordable Housing Act fornisce il quadro per valutare e giustificare le misure relative agli alloggi che incidono su questo mercato.

Il testo presentato dalla Commissione passa ora all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea secondo la procedura legislativa ordinaria. In parallelo la Commissione continuerà a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con tutte le parti interessate per dare attuazione al Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili. 

Per maggiori informazioni consultare il link in allegato.
 

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