CERV 2026: aperti i bandi Union Values e Memoria europea

Fino al 24 febbraio 2027 è possibile candidarsi a due nuovi bandi del programma CERV: uno per rafforzare la società civile, l’altro per costruire una memoria europea condivisa.

Chi si occupa di diritti, partecipazione civica o memoria storica ha tempo fino al 24 febbraio 2027, ore 17:00, per candidarsi a due nuove opportunità del programma europeo Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV): il bando Union Values 2026 e il bando Memoria europea.

Union Values 2026 si rivolge a enti pubblici e privati senza scopo di lucro stabiliti in uno Stato membro, che possono diventare intermediari per le organizzazioni della società civile (OSC) attive sui territori. Ogni progetto deve unire due componenti: il sostegno finanziario a terzi (finanziamento a cascata, con priorità alle organizzazioni piccole, di base, remote o rurali) e il rafforzamento delle capacità delle OSC. Gli obiettivi specifici sono:

  • sostenere la resilienza delle OSC che difendono democrazia, diritti fondamentali, uguaglianza e Stato di diritto
  • promuovere la conoscenza dei diritti previsti dalla Carta dei diritti fondamentali, anche tra i gruppi vulnerabili
  • potenziare rappresentanza degli interessi, vigilanza e monitoraggio
  • proteggere OSC e difensori dei diritti umani esposti a minacce e attacchi
  • favorire dialogo democratico, trasparenza e cooperazione transfrontaliera

Il contributo UE richiesto per progetto può andare da 2,5 a 6 milioni di euro, per una durata di 36-48 mesi. Servono almeno tre anni di esperienza recente nel rafforzamento delle capacità delle OSC e una comprovata esperienza nella gestione di sovvenzioni a favore di organizzazioni della società civile.

Il secondo bando, Memoria europea, guarda invece al passato per rafforzare il presente. Con 28 milioni di euro a disposizione, intende finanziare iniziative di commemorazione, ricerca e sensibilizzazione sugli eventi che hanno segnato la storia europea del Novecento, integrando sempre una prospettiva di genere.

Ogni progetto deve scegliere uno tra quattro ambiti tematici:

  • le transizioni democratiche e la ricostruzione delle istituzioni
  • la memoria della Shoah
  • genocidi, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, con attenzione alle vittime Rom e LGBTIQ+ 
  • l’eredità del colonialismo, della schiavitù e delle migrazioni

I progetti dovranno avere una durata da 12 a 24 mesi e il contributo richiesto deve essere compreso tra 50.000 e 500.000 euro, in forma di somma forfettaria. Basta un consorzio di due organizzazioni, purché il coordinatore sia un ente pubblico o privato senza scopo di lucro o un’organizzazione internazionale; i partner, invece, possono essere anche realtà for-profit se affiancate da enti pubblici o non profit. I progetti transnazionali sono particolarmente incoraggiati.

Entrambi i bandi fanno parte del programma CERV, nato nel 2021 insieme al programma Giustizia all’interno del Fondo per la giustizia, i diritti e i valori e attivo fino al 2027. Il suo obiettivo è costruire società aperte, democratiche e inclusive, fondate sullo Stato di diritto, dove la società civile sia dinamica e autonoma, i cittadini partecipino alla vita democratica e la diversità europea sia valorizzata a partire dai valori, dalla storia e dalla memoria che condividiamo. Quattro i pilastri su cui si regge: uguaglianza, diritti e parità di genere; coinvolgimento e partecipazione dei cittadini;  valori dell’Unione e Daphne, contro la violenza di genere e sui minori. 

Per maggiori informazioni, consultare le call ai link in allegato.

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