Direttiva UE sul salario minimo adeguato

Migliorare le condizioni di vita e di lavoro in Europa

Il salario minimo è da tempo una tema di dibattito politico in Italia, ritornato in questi giorni di grande attualità con lo scontro in aula tra governo e opposizioni dopo la presentazione alla Camera, da parte delle opposizioni, di una proposta di legge per introdurre una soglia minima di 9 euro lordi l'ora.

Al di là del dibattito politico italiano, il tema del salario minimo è in realtà un tema importante a livello europeo perché rientra nell'impegno dell'Unione a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle persone per promuovere un 'Europa sociale più forte secondo il Pilastro europeo dei diritti sociali concordato tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea nel novembre 2017 al vertice di Göteborg.

Il pilastro si fonda su 20 principi per tre settori :

  • pari opportunità e accesso al mercato del lavoro
  • condizioni di lavoro eque
  • protezione sociale e inclusione

e ribadisce l'impegno dell'UE a garantire migliori condizioni di vita e di lavoro in tutta l'Unione.

La Direttiva 2022/2041 del 19 ottobre 2022 ha stabilito nuove norme che promuovono salari minimi adeguati al fine di conseguire condizioni di vita e di lavoro dignitose per i lavoratori in Europa.

La Direttiva 2041 non prescrive un livello di salario minimo specifico che gli Stati membri devono raggiungere, ma vuole promuovere la contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari, sostenere livelli adeguati di salari minimi legali e migliorare l'accesso effettivo alla tutela garantita dal salario minimo per tutti i lavoratori.

In Europa esistono grandi differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda il numero dei lavoratori coperti da contratti collettivi e il livello dei salari minimi, dovuto sia ai diversi modelli di mercato del lavoro che ai diversi livelli di reddito negli Stati membri.

È stato rilevato che tendenzialmente, nei paesi caratterizzati da un'elevata copertura della contrattazione collettiva, la percentuale di lavoratori a basso salario è minore e le retribuzioni minime sono più elevate rispetto ai paesi in cui tale copertura è più bassa.

La definizione del salario minimo rimane di competenza dei singoli Stati membri, i quali dovranno però garantire che i loro salari minimi consentano ai lavoratori una vita dignitosa, tenendo conto del costo della vita e dei più ampi livelli di retribuzione.

I salari minimi più alti sono accordati in Lussemburgo, Irlanda e Germania, quelli più bassi in Bulgaria, Lettonia ed Estonia. Nell'UE, 21 paesi su 27 hanno un salario minimo garantito, mentre gli altri sei tra cui l'Italia, con Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia e Svezia determinano i livelli salariali sulla base della contrattazione collettiva delle retribuzioni.

Dall'entrata in vigore della Direttiva, gli Stati hanno due anni di tempo, cioè entro il 15 novembre 2024, per recepire la direttiva nel diritto nazionale.

Il testo della Direttiva è disponibile in allegato.
Ulteriori informazioni si trovano nell'Infografica del Consiglio.

(i.g.)

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