La Commissione europea ha adottato una nuova direttiva volta a rafforzare la lotta alla corruzione e a garantire un approccio più uniforme tra gli Stati membri.
Le nuove norme UE contro la corruzione, entrate in vigore il 31 maggio 2026, aggiornano il quadro legislativo europeo sostituendo una prima convenzione in materia risalente al 2003. La nuova direttiva si inserisce nel più ampio impegno dell'Unione europea per la tutela della democrazia, della trasparenza e dello Stato di diritto. L'obiettivo è rendere più efficace la cooperazione tra gli Stati membri nella prevenzione, nell'individuazione e nel contrasto dei reati di corruzione, attraverso standard comuni applicabili in tutta l'UE.
Come sottolineato negli orientamenti politici europei per il periodo 2024-2029, la corruzione produce effetti concreti sulla società e sull’economia in quanto sottrae risorse pubbliche, altera la concorrenza e indebolisce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. Di conseguenza, attraverso queste nuove norme, l’Unione europea punta a rafforzare gli strumenti per un approccio più uniforme tra gli Stati membri.
Tra le principali novità figurano l'introduzione di:
- norme minime comuni sulle sanzioni applicabili sia alle persone fisiche sia alle imprese
- definizioni più uniformi per i principali reati di corruzione, come appropriazione indebita; traffico di influenza; esercizio illecito di funzioni pubbliche; intralcio alla giustizia; arricchimento derivante da attività corruttive
- strumenti rafforzarti a disposizione delle autorità nazionali per l'individuazione e il perseguimento dei reati di corruzione, per le indagini e una maggiore attenzione alle strategie di prevenzione adottate dagli Stati membri.
La direttiva in questione fa parte di un più ampio programma con il quale l’UE affronta il fenomeno della corruzione. Fino al 6 luglio 2026 è possibile partecipare a una consultazione pubblica aperta e a un invito a presentare contributi in merito alla Strategia europea contro la corruzione (maggiori informazioni al link in allegato).
Per maggiori informazioni consultare il sito della Commissione europea in allegato.