Trasparenza retributiva: le nuove norme europee per ridurre il divario salariale di genere

Il 7 giugno 2026 è scaduto il termine entro cui gli Stati membri erano chiamati a recepire la direttiva europea sulla trasparenza retributiva, una delle principali iniziative dell’UE per rafforzare il principio della parità di retribuzione tra donne e uomini.

La direttiva sulla trasparenza retributiva nasce con l'obiettivo di contrastare il divario retributivo di genere attraverso maggiori obblighi di trasparenza e nuovi strumenti di tutela per lavoratrici e lavoratori. Sebbene, il principio della parità di retribuzione tra donne e uomini sia già riconosciuto nel diritto europeo (articolo 157 TFUE e direttiva 2006/54/CE), la sua applicazione continua, infatti, a rappresenta una sfida. Attualmente, nell'Unione europea le donne guadagnano in media circa l'11% in meno all’ora rispetto agli uomini. 

Per affrontare questa disparità, la trasparenza retributiva è stata inserita tra le priorità della strategia europea per la parità di genere 2020-2025. In questo contesto, la Commissione ha presentato il 4 marzo 2021 una proposta di direttiva, entrata poi in vigore nel 2023 con termine di recepimento da parte degli Stati membri fissato al 7 giugno 2026.

La direttiva introduce strumenti per:

  • Aumentare la trasparenza dei sistemi retributivi
  • Facilitare l’individuazione di eventuali discriminazioni salariali
  • Rafforzare la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori
  • Garantire una più efficacie applicazione del principio della parità di retribuzione

L'Italia è stata tra i primi Paesi dell'UE, insieme a Slovacchia, Lituania e Malta ad aver completato il recepimento della direttiva entro la scadenza, introducendo nel proprio ordinamento le nuove disposizioni sulla trasparenza retributiva e sulla parità salariale.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata del Consiglio dell'Unione europea al link in allegato.

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