La Commissione europea risponde all'Iniziativa dei Cittadini Europei "Stop Destroying Videogames"

Gli strumento di democrazia partecipativa a disposizione dei cittadini europei per avere più voce in capitolo nella definizione delle politiche dell’UE che incidono sulla loro vita.

Martedì 16 giugno 2026 è arrivata la risposta della Commissione europea all'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) "Stop Destroying Videogames", una parte del lavoro della comunità globale "Stop Killing Games", creata nel 2024 dallo youtuber americano Ross Scott e dedicata a proteggere i videogiochi online dall'essere disattivati e distrutti dai loro sviluppatori.

Presentata alla Commissione il 26 gennaio 2026, dopo aver raccolto 1.294.188 dichiarazioni di sostegno verificate, il 23 febbraio 2026 gli organizzatori hanno illustrato gli obiettivi della loro proposta nel corso della riunione con la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e il commissario Michael McGratha. Inoltre, l'iniziativa è stata anche discussa in un'audizione pubblica al Parlamento europeo il 16 aprile 2026, durante la quale gli organizzatori hanno esposto nel dettaglio i loro obiettivi e li hanno sottoposti a uno scambio di opinioni fra i deputati del Parlamento europeo.

In linea con le richieste del gruppo globale a cui appartiene, l'ICE chiede che gli editori che vendono videogiochi ai consumatori nell'Unione europea, e specialmente coloro i cui giochi funzionano esclusivamente online, siano tenuti a mantenere i propri prodotti in uno stato funzionale, ovvero giocabile, anche una volta cessata la commercializzazione del gioco stesso. Gli obiettivi ultimi di questo movimento sono sia di proteggere i diritti dei consumatori che hanno acquistato il gioco e si ritrovano improvvisamente impossibilitati ad usufruirne, sia di salvaguardare i videogiochi stessi come forma artistica oltre che ludica. 

Vista la considerevole attenzione pubblica ricevuta da questa iniziativa e il grande numero di firme ricevute, la Commissione europea, per valutare meglio le implicazioni tecniche, economiche e giuridiche delle questioni sollevate dall’iniziativa, ha consultato rappresentanti dell’industria dei videogiochi, organizzazioni dei consumatori, autorità a tutela dei consumatori e varie altre parti interessate. Al termine di tali consultazioni, è stato stabilito che non è al momento possibile imporre un obbligo giuridico di mantenere i videogiochi giocabili dopo che ne è cessata la commercializzazione. Tuttavia, nel rispetto della normativa UE in materia di tutela dei consumatori, la Commissione si impegna ad avviare un dialogo con l’industria dei videogiochi e i rappresentanti dei consumatori per elaborare un codice di condotta sulla gestione della "fine del ciclo di vita" dei videogiochi, e a sensibilizzare i consumatori sui diritti loro applicabili sulle tutele già esistenti per i loro interessi. 

Ross Scott ha commentato la decisione dicendosi non sorpreso della mancata presa di posizione a livello giuridico, ma si è anche dichiarato ottimista nei confronti del progresso del movimento nel Parlamento europeo. Difatti, nonostante il rifiuto della Commissione, il Parlamento europeo rimane interessato ad includere la questione nel futuro Digital Fairness Act, ovvero la legge sull'equità digitale, attualmente ancora in fase di sviluppo ma inserita nel programma di lavoro del Parlamento per il 2026.

"Stop Destroying Videogames" è la quattordicesima Iniziativa dei Cittadini Europei che, dalla nascita di questo strumento, ha raggiunto la soglia richiesta di sottoscrizioni e sarà presa in analisi dalla Commissione europea. Dal sito ufficiale dell'ICE è possibile visionare le iniziative attive, sottoscriverle e sostenerle attivamente contribuendo al loro successo. 

Per maggiori informazioni sull'iniziativa e su come prendere utilizzare questi strumenti, consultare i link in allegato.  

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