Regolamento UE sugli imballaggi: domande e risposte

Approvata la nuova proposta di regolamento UE sugli imballaggi. Pubblichiamo dal sito della Commissione europea una serie di domande e risposte sul tema.

Perché dobbiamo intervenire sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio?

Gli imballaggi hanno un grande impatto sull'ambiente. Sono tra i prodotti che consumano più materiali grezzi e i rifiuti che ne derivano inquinano l'aria e il suolo e rappresentano circa la metà dei rifiuti marini. Sebbene i tassi di riciclaggio nell'UE siano aumentati, la quantità di rifiuti prodotti cresce più velocemente: negli ultimi 10 anni è aumentata di oltre il 20%, in particolare a causa degli imballaggi monouso. Secondo le stime, rispetto al 2018 il volume di rifiuti di plastica aumenterà del 46% entro il 2030 e del 61 % entro il 2040.

La produzione di imballaggi e la gestione dei loro rifiuti costituiscono un settore economicamente complesso e importante, che genera un fatturato totale di 370 miliardi di € nell'UE. Per questo sono fondamentali e hanno il potenziale per trasformare l'Europa in un'economia circolare pulita e sostenibile, in linea con il Green Deal europeo.

L'attuale direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, introdotta nel 1994, non è riuscita a ridimensionare gli aspetti della produzione di imballaggi che hanno un impatto negativo sull'ambiente, tra cui il sovraimballaggio superfluo, la quantità di materiali non riciclabili in crescita nella composizione degli imballaggi, l'etichettatura ambigua, che rende difficile ai consumatori separare i rifiuti e l'uso ancora molto scarso di materiale riciclato negli imballaggi di plastica, che comporta un'enorme spreco di risorse preziose.

In che modo la proposta contribuirà agli obiettivi del Green Deal europeo relativi alla lotta ai cambiamenti climatici, alla riduzione dell'inquinamento e al potenziamento dell'economia circolare?

L'uso più efficiente dei materiali, che si otterrà incentivando i materiali riciclati anziché le materie prime primarie e sostenendo l'economia circolare, contribuirà a scindere la crescita economica dal consumo delle risorse naturali, a conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e ad arrestare la perdita di biodiversità. Ridurrà inoltre la nostra dipendenza dalle materie prime e dai combustibili fossili, aumenterà la competitività e promuoverà la nostra autonomia strategica aperta, rendendo l'economia dell'UE più resistente alle perturbazioni delle catene del valore globali.

Se si applicassero tutte le misure della proposta, le emissioni di gas a effetto serra nel 2030 scenderebbero a 43 milioni di tonnellate rispetto ai 66 milioni previsti in assenza di interventi. Questo metterebbe il settore sulla buona strada per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e lo allineerebbe all'obiettivo "inquinamento zero" del Green Deal europeo per il 2050. L'uso di acqua diminuirebbe di 1,1 milioni di m3. I costi dei danni ambientali per l'economia e la società diminuirebbero di 6,4 miliardi di € rispetto allo scenario di base per il 2030.

Le misure sul contenuto riciclato sarebbero già sufficienti a ridurre il fabbisogno di combustibili fossili dell'UE di 3,1 milioni di tonnellate all'anno (circa ¼ dei combustibili fossili attualmente necessari per la produzione di imballaggi di plastica).

Inoltre la proposta intende migliorare la riciclabilità degli imballaggi, il che farebbe aumentare il tasso complessivo del loro riciclaggio dal 66,5% del 2018 al 73% nel 2030 (il conferimento in discarica passerebbe dal 18,7% al 9,6%).

Cosa cambierà per i consumatori?

La riciclabilità di tutti gli imballaggi, anche attraverso nuove norme di progettazione, consentirà ai consumatori di svolgere un ruolo attivo nella riduzione dei rifiuti.

La proposta garantirà inoltre la possibilità di comprare alcuni prodotti in imballaggi riutilizzabili o ricaricabili, o addirittura senza imballaggio. A tal fine sono previsti obiettivi obbligatori di riutilizzo o ricarica e il divieto di alcuni tipi di imballaggi superflui (per esempio gli imballaggi monouso per frutta e verdura e per il consumo sul posto in bar e ristoranti, e i piccoli contenitori monouso utilizzati negli alberghi).

I consumatori potranno anche contare su etichette chiare, grazie alle quali sarà più facile riciclare i rifiuti sapendo in quale contenitore per la raccolta differenziata gettare gli imballaggi, cosa attualmente molto spesso non evidente. La proposta eliminerà questa confusione, perché ogni imballaggio avrà un'etichetta che indicherà il materiale di cui è composto e il flusso di rifiuti corrispondente. I contenitori per la raccolta dei rifiuti riporteranno le stesse etichette, e in tutta l'UE si useranno gli stessi simboli.

Per incentivare il riutilizzo o la ricarica degli imballaggi, alle aziende saranno imposti obiettivi UE obbligatori, per esempio per il cibo o le bevande da asporto. Vi sarà una certa standardizzazione dei formati di imballaggio e un'etichettatura chiara degli imballaggi riutilizzabili.

La proposta prevede inoltre l'introduzione di sistemi obbligatori di cauzione-rimborso per le bottiglie di plastica e le lattine di alluminio.

In che modo la proposta aiuta le piccole e medie imprese?

Le misure proposte sono state vagliate attentamente per verificare il loro impatto sulle PMI. Quello degli imballaggi è un mercato innovativo e in via di sviluppo, e le PMI sono ben posizionate per realizzare la transizione verde. Le misure proposte garantiranno loro prevedibilità e certezza giuridica, favorendo il progresso tecnologico e riducendo i costi grazie a norme UE più coerenti in questo settore.

Laddove si prevedono ripercussioni negative, la proposta suggerisce di esentare le PMI dagli obiettivi di riutilizzo o dal divieto degli imballaggi monouso nei ristoranti. La Commissione elaborerà orientamenti per aiutare le PMI a conformarsi alle nuove norme.

Le misure proposte dovrebbero anche portare alla creazione di 600 000 posti di lavoro poco qualificati e altamente qualificati nelle piccole e medie imprese innovative. Si tratterebbe di impieghi nei settori della logistica, della manutenzione delle infrastrutture per i vuoti a rendere, l'erogazione e il rifornimento nei negozi al dettaglio, e della progettazione degli imballaggi e delle catene di approvvigionamento. 

In che modo il nuovo regolamento intende affrontare il problema dei rifiuti di imballaggio?

La prevenzione dei rifiuti è al centro delle norme proposte in materia di imballaggi e rifiuti di imballaggio. La misura generale per frenare la produzione di rifiuti di imballaggio è un obiettivo di riduzione pro capite del 15 % entro il 2040 per ciascuno Stato membro rispetto ai livelli del 2018, che porterebbe a una riduzione complessiva di quasi il 37% nell'UE rispetto a uno scenario privo di modifiche normative. L'obiettivo sarà raggiunto in modo graduale (5% di riduzione rispetto al 2018 entro il 2030 e 10% entro il 2035).

A tale scopo, il regolamento propone di introdurre misure a livello dell'UE, quali il maggiore ricorso al riutilizzo e alla ricarica, la riduzione al minimo degli imballaggi e il divieto degli imballaggi superflui per determinati usi, per esempio i flaconi di shampoo e altri piccoli contenitori monouso utilizzati negli alberghi o gli imballaggi monouso per il consumo sul posto nei bar o nei ristoranti. A queste misure dovranno affiancarsi altri interventi a livello nazionale, decisi dagli Stati membri. Tra quelli suggeriti nella proposta vi sono sistemi di cauzione-rimborso per gli imballaggi riutilizzabili, incentivi economici quali un supplemento di prezzo per gli imballaggi monouso, la sensibilizzazione dei cittadini in merito al costo dell'imballaggio di un prodotto, o l'obbligo per le imprese di ampliare la gamma dei prodotti disponibili tramite sistemi di riutilizzo o ricarica, per esempio detergenti o altri prodotti per i quali non sono previsti obiettivi obbligatori.

In che modo le misure proposte affronteranno il problema degli imballaggi di plastica?

Tra le proposte vi sono tre azioni principali incentrate sull'uso degli imballaggi di plastica:

  • favorire gli imballaggi multiuso per sostituire quelli di plastica monouso. La valutazione d'impatto mostra che, anche se la plastica usata per produrre gli imballaggi riutilizzabili è più pesante dei materiali utilizzati per gli imballaggi monouso (che si tratti di carta, plastica o altro), nel complesso ci sarà una riduzione significativa dei rifiuti e degli effetti negativi per l'ambiente;
  • vietare alcuni tipi di imballaggi superflui, per la maggior parte composti da plastica monouso (per esempio i piccoli contenitori per lo shampoo utilizzati negli alberghi, gli imballaggi multipli per le bevande in lattina, i contenitori monouso nei ristoranti e nei bar);
  • introdurre percentuali obbligatorie di plastica riciclata nei nuovi imballaggi di plastica. Questa soluzione consentirà di realizzare un riciclaggio a circuito chiuso, trasformare i rifiuti di plastica in una risorsa preziosa e ridurre il consumo di risorse naturali primarie, sia fossili che a base biologica.

In che modo la proposta contribuirà a eliminare gli ostacoli alla riciclabilità degli imballaggi?

Uno degli obiettivi principali dell'iniziativa è rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030 in modo economicamente sostenibile. La principale misura per aumentare la riciclabilità è la definizione di criteri di progettazione obbligatori per tutti gli imballaggi, che si applicheranno a tutti i materiali e saranno integrati da un sistema di verifica della riciclabilità degli imballaggi immessi sul mercato. La misura contribuirà ad aumentare il tasso complessivo di riciclaggio, e servirà anche a trasformare gli imballaggi riciclati in una materia prima secondaria di alta qualità per la fabbricazione di nuovi prodotti. 

Per quanto riguarda i rifiuti in plastica, nella maggior parte degli Stati membri i tassi di riciclaggio sono bassi e i rifiuti riciclati sono usati solo in applicazioni di scarsa qualità. Pertanto, per creare un mercato appetibile per le materie prime secondarie, la proposta stabilisce che nei nuovi imballaggi di plastica vi sia una percentuale obbligatoria di plastica riciclata. Questi obiettivi vincolanti possono trasformare i rifiuti di plastica in un prodotto prezioso, come dimostra l'esperienza acquisita con gli obiettivi di contenuto riciclato nelle bottiglie in PET fissati dalla direttiva dell'UE sulla plastica monouso.

In che modo la proposta migliorerà la sicurezza degli imballaggi, specialmente nel settore alimentare?

La proposta prevede diverse misure per affrontare gli effetti delle sostanze nocive (per esempio i metalli pesanti) sulla salute umana e sull'ambiente durante l'intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla fabbricazione all'uso e alla fine del ciclo di vita.

Le sostanze più nocive saranno gradualmente eliminate dagli imballaggi per i prodotti di consumo dell'UE. Altre sostanze potenzialmente pericolose contenute nei materiali di imballaggio saranno ridotte al minimo, per fare in modo che gli imballaggi e i materiali riciclati a partire dagli imballaggi non abbiano effetti negativi sulla salute umana o sull'ambiente durante tutto il loro ciclo di vita.

Gli obblighi di riutilizzo si applicheranno a settori specifici selezionati dopo aver condotto consultazioni approfondite e aver stabilito che l'opzione multiuso soddisfa i requisiti funzionali di contenimento/ordine, salute/igiene e sicurezza.

La legislazione specifica vigente in materia di sicurezza alimentare, per esempio sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti, o le norme igieniche saranno pienamente applicate a tutti gli imballaggi, monouso o riutilizzabili. 

In che modo la proposta faciliterà la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio?

La proposta chiarirà i dubbi su dove gettare gli imballaggi. Ciascun imballaggio sarà dotato di un'etichetta, verosimilmente con lo stesso pittogramma in tutta l'UE, che indicherà il materiale di cui è composto l'imballaggio e il flusso di rifiuti corrispondente. I contenitori per la raccolta dei rifiuti riporteranno le stesse etichette, in modo che risulti immediatamente chiaro dove collocare ciascun tipo di imballaggio, e in tutta l'UE si useranno gli stessi simboli. Inoltre, non vi sarà più confusione circa il corretto smaltimento delle plastiche biodegradabili, in quanto solo pochissimi prodotti saranno progettati per il compostaggio e il resto sarà destinato al riciclaggio dei materiali.

In che modo le nuove norme incideranno sulle imprese produttrici di imballaggi e su quelle che gestiscono i rifiuti di imballaggio?

La transizione a un settore degli imballaggi più sostenibile comporta una serie di cambiamenti strutturali. I posti di lavoro nella produzione di imballaggi monouso diminuiranno notevolmente, ma se ne creeranno molti altri nei settori degli imballaggi riutilizzabili e del riciclaggio. Secondo i modelli economici della Commissione, complessivamente il nuovo sistema di imballaggio potrebbe portare alla creazione di 600 000 posti di lavoro nel settore del riutilizzo entro il 2030. In termini finanziari, si prevedono risparmi di circa 47,2 miliardi di € nell'UE. In media, ogni cittadino dell'UE potrebbe risparmiare 100 € all'anno se i risparmi fossero trasferiti al livello dei consumatori.

Cosa comporterà la proposta per i partner commerciali internazionali?

Le misure si applicherebbero sia ai prodotti europei sia a quelli importati e i produttori europei e non europei dovrebbero rispettare gli stessi obblighi.

Poiché l'iniziativa proposta mirerà a una maggiore armonizzazione, favorirà anche le importazioni da paesi terzi, che non dovranno rispettare obblighi divergenti a seconda dello Stato membro. Nell'ambito delle periodiche discussioni sugli ostacoli tecnici al commercio, i paesi terzi (da ultimi il Canada, gli Stati Uniti e la Corea del Sud) hanno sottolineato il desiderio di una maggiore armonizzazione in Europa, in particolare per quanto riguarda l'etichettatura e le norme sugli imballaggi monouso. Hanno anche evidenziato che i diversi sistemi esistenti nei paesi dell'UE comportano costi inutili per le loro imprese che operano in Europa.

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